A partire da ottobre 2025, un mese dopo l'avvio delle sue principali manovre di ristrutturazione, il produttore europeo di biciclette Accell Group ha compiuto progressi tangibili nella centralizzazione della produzione e nella trasformazione del suo storico stabilimento olandese. Questi aggiornamenti sono in linea con l'annuncio del gruppo di agosto 2025 e riflettono l'accelerazione della strategia "One Accell" sotto la guida del CEO Jonas Nilsson, in carica da aprile 2025.
Trasferimento della produzione avviato a settembre: l'Ungheria al centro della scena
Accell ha ufficialmente avviato il trasferimento della produzione all'inizio di settembre 2025, segnando il primo passo verso la graduale chiusura delle attività manifatturiere nella fabbrica di Helmond, nei Paesi Bassi. Lo stabilimento — che attualmente copre il 20% della produzione totale del gruppo, incluse le bici cargo Babboe/Carqon e i modelli di alta gamma Koga Miyata — sta riducendo progressivamente i ritmi. Tutte le sue linee di produzione saranno completamente trasferite alla base ungherese di Accell entro la fine del primo trimestre del 2026.

Parallelamente a questo cambiamento, lo stabilimento di Digione, in Francia, ha iniziato a intensificare le operazioni di assemblaggio finale per supportare la distribuzione regionale in tutta Europa. Questo segue la delocalizzazione dell'assemblaggio delle biciclette standard nel sito di Toszeg, in Ungheria, avvenuta nel 2024, rendendo il paese dell'Europa centrale l'indiscusso fulcro produttivo principale del gruppo.
“In un solo mese, abbiamo già spostato i processi produttivi chiave in Ungheria, semplificando flussi di lavoro che prima erano frammentati su più sedi,” ha dichiarato Accell in un aggiornamento di fine settembre 2025. “Non si tratta solo di ridurre i costi, ma di costruire una flessibilità che ci permetta di adattarci più velocemente alle richieste del mercato.”
La revisione finanziaria prepara il terreno per le azioni di settembre
Il cambio di rotta produttivo di settembre segue un critico lavoro di preparazione finanziaria e operativa, lanciato dopo che Accell ha registrato un calo del fatturato del 22% nel 2024 (sceso a 1,003 miliardi di euro). Entro la metà del 2025, il gruppo aveva già:
- Completato una ristrutturazione del capitale per ridurre il debito e garantire 235 milioni di euro di liquidità aggiuntiva.
- Ridotto drasticamente le scorte ai livelli pre-pandemia e consolidato i magazzini da 85 a 28 (con l'obiettivo di ridurli ulteriormente a 5 entro il 2027).
- Chiuso la fabbrica tedesca Ghost e ridimensionato il marchio Raleigh nel Regno Unito per eliminare la capacità produttiva in eccesso.
“Questi passaggi significavano che eravamo pronti ad agire rapidamente a settembre,” ha affermato il CEO Jonas Nilsson. “I segnali di ripresa del mercato all'inizio del 2025 sono promettenti, ma il consolidamento attuale ci posiziona al meglio per capitalizzare quando la domanda aumenterà a pieno regime.”

Stabilimento di Helmond: da polo produttivo a centro di R&S
Mentre le operazioni di produzione a Helmond si avviano alla chiusura, Accell sta già preparando il sito per trasformarlo nel suo centro europeo di design e ingegneria. A ottobre 2025, il gruppo ha iniziato la ristrutturazione degli uffici per ospitare 100 ingegneri e personale di supporto, che rimarranno a Helmond per guidare la Ricerca e Sviluppo (R&S) di tutti i marchi Accell. La transizione dovrebbe concludersi entro il secondo trimestre del 2026.
Questo cambiamento comporta tuttavia delle scelte difficili: circa 160 ruoli produttivi a Helmond saranno eliminati. Accell ha lanciato programmi di supporto sociale, inclusi servizi di formazione e ricollocamento professionale, per assistere i dipendenti coinvolti.

Prossimi passi: collaborazione assicurativa e allineamento retail
Guardando al futuro, Accell sta sfruttando lo slancio della ristrutturazione per affrontare sfide più ampie del settore. In ottobre 2025, ha avviato un dialogo con i fornitori di assicurazioni europei per spingere verso l'allentamento dei divieti generalizzati sulle e-bike nei luoghi di lavoro e nelle aree residenziali, una barriera chiave per l'adozione da parte dei consumatori.
Il gruppo prevede inoltre di allineare i suoi 400 rivenditori certificati “E-bike Positive” con la sua nuova rete di produzione ungherese. All'inizio del 2026 verrà lanciata un'iniziativa ad alta visibilità per connettere questi rivenditori con una catena di fornitura semplificata.
“Settembre è stato l'inizio, non la fine,” ha concluso Nilsson. “Con la produzione centralizzata, l'hub di R&S in fase di completamento e l'inventario ottimizzato, stiamo costruendo un'azienda più resiliente, pronta per la prossima fase del mercato delle e-bike.”









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